Assenze alla Rap con la “scusa” del virus: scovati i primi furbetti

Sono già dieci le contestazioni da parte di autisti e netturbini della Rap che non hanno voluto prendere servizio a causa della mancanza del certificato di sanificazione.

La situazione presso l’azienda che si occupa della raccolta di rifiuti a Palermo è ancora di massima emergenza, il numero dei dipendenti positivi è di 42 e si aspettano i risultati di altre 78 unità. Entro venerdì gli ultimi 500 dovrebbero essere sottoposti al test.

Al momento le aziende private che hanno accettato di aiutare la Rap, per liberare la città dai rifiuti, sono tre con una ventina di uomini che dovrebbero sopperire all’assenza di oltre cento unità: un servizio che costa all’amministrazione oltre 12 mila euro al giorno.

Ma la città è ancora sommersa dai rifiuti, nonostante gli sforzi sono ancora oltre duemila le tonnellate di rifiuti da raccogliere e all’emergenza causata dal virus si aggiunge anche chi ne approfitta per assentarsi dal lavoro.

Sembra infatti che alcuni dipendenti si siano rifiutati di prendere servizio per paura del contagio per essere poi “beccati” in situazioni a rischio come partecipare a una partita di calcetto.

L’azienda parla apertamente di un atteggiamento di ostruzionismo da parte di alcuni dipendenti. Dall’inizio dell’anno ci sono stati 10 licenziamenti e oltre 500 provvedimenti disciplinari per negligenza o assenteismo: c’è chi è stato anche trovato a dormire sul camion o andava a fare la spesa nelle ore di lavoro.

LEGGI ANCHE

BANDO PER IL TURISMO IN SICILIA, ARRIVANO 75 ML DI EURO

MORTO ANZIANO INVESTITO A PALERMO DOPO 10 GIORNI DI AGONIA