Stabilizzazione o prepensionamento per precari Regione

Sono circa 5 mila i precari della Regione che attendono di sapere quale sarà il loro destino. Per molti di loro scatterà la tanto attesa stabilizzazione, per gli altri ci sarà invece il prepensionamento.

E’ tutto contenuto all’interno di un paragrafo della Finanziaria dedicato alle assunzioni, ma sulla questione si è acceso il dibattito di deputati e sindacati, che lamentano incongruenze di un articolo che si muove sul filo della legittimità costituzionale.

Si tratta di dipendenti in attività presso la Ragione da circa 10 anni in mansioni socialmente utili presso enti pubblici (ospedali, scuole, assessorati) e parrocchie che guadagnano intorno ai 600 euro al mese. Una spesa annua per la Regione di circa 35 milioni.

Grazie ad un articolo inserito in Finanziaria, gli enti che oggi utilizzano gli Asu potranno stabilizzarli utilizzando gli stessi fondi che attualmente ricevono dalla Regione.

Questi lavoratori per legge possono restare in servizio anche oltre i fatidici 67 anni e quasi tutti scelgono questa opzione in quanto la pensione che spetta loro i la minima dell’Inps (poco più di 515 euro al mese) che risulta inferiore al loro stipendio, dunque preferiscono restare in servizio.

L’assessore Scavone ha quindi offerto come soluzione agli Asu di poter andare in pensione, anche a 65 anni, e la Regione verserà fino al compimento dei 70 anni una integrazione all’assegno dell’Inps per compensarne il minor valore rispetto all’attuale stipendio.

A questo punto si attende il voto dell’Ars, previsto entro il 28 febbraio.

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