Sicilia, trasporti il comitato pendolari siciliani denuncia ritardi per oltre 540 ore

“Da gennaio a giugno i pendolari della tratta Messina-Catania-Siracusa
hanno perso a causa dei ritardi accumulati dai treni 32.421 minuti,
pari a oltre 540 ore sottratte soprattutto alle proprie attività
di lavoro o di studio ed alle proprie famiglie se in fase di rientro dal lavoro.

Parallelamente i minuti di anticipo nello stesso semestre esaminato sono stati
6.649, equivalenti a circa 111 ore”.

Lo spiega Giosuè Malaponti, presidente del Comitato Pendolari Siciliani, che
precisa: “Sul totale dei 6.538 treni monitorati, 3.482 sono i treni arrivati in ritardo
pari al 53,26%, i treni arrivati in anticipo sono 2.200 (33,65%) vale a dire che
ogni giorno un treno su tre arriva prima dell’orario previsto, 746 pari all’11,41%
sono i treni in orario e 110 sono stati i treni soppressi pari all’1,68%”.

“Nel semestre esaminato sulla tratta Messina-Catania-Siracusa sono stati
soppressi 9112 km/treno,forse di più se la nostra indagine fosse stata estesa anche
ai treni nelle giornate non lavorative. Quasi la metà dei treni è sempre in ritardo:
1958 sono i treni in ritardo entro i 5 minuti pari al 56,23%, 608 sono i treni in ritardo
fino a 10 minuti pari al 17,46%, 492 sono i treni in ritardo fino a 20 minuti (il 14,13%) e
ben 424, cioè il 12,18% è arrivato a destinazione con oltre 20 minuti di ritardo.
Per Trenitalia il ritardo sino a cinque minuti non viene considerato come ritardo, strano ma vero.
L’idea del monitoraggio è nata proprio dalle dichiarazioni dell’ufficio
stampa di Trenitalia, sui disagi del 17 gennaio 2013, affermando
che erano un caso isolato”, conclude Malaponti, che chiede “risposte certe ed esaustive da parte degli organi competenti”.