SICILIA: LOMBARDO A CASCIO, SUE PAROLE SU IMPUGNATIVA INOPPORTUNE

Regione Sicilia

“Le dichiarazioni del Presidente Cascio sono inopportune ed istituzionalmente scorrette, sia nella forma che nel merito. Inopportune perche’ il presidente dell’Assemblea dovrebbe sapere, anche info…

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di redazione

“Le dichiarazioni del Presidente Cascio sono inopportune ed istituzionalmente scorrette, sia nella forma che nel merito. Inopportune perche’ il presidente dell’Assemblea dovrebbe sapere, anche informandosi con i suoi vice se necessario, che le uniche misure qualificanti della finanziaria, quali i tagli alla spesa pubblica, le norme per lo sviluppo e quelle per la semplificazione amministrativa, sono iniziative esclusivamente del Governo”.

Lo dice il Presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, commentando le dichiarazioni del Presidente dell’Ars Francesco Cascio sull’impugnativa della legge di stabilita’ da parte del Commissario dello Stato. “Le parole di Cascio appaio, poi, istituzionalmente scorrette perche’ tracimano il ruolo di garanzia ed imparzialita’, che dovrebbe essere proprio del Presidente dell’Assemblea, dimostrando come Cascio non abbia mai avuto la serenita’ per guidare il Parlamento, con il risultato che oggi e’ sotto gli occhi di tutti. Quanto ai toni utilizzati, non intendo inseguire il Presidente dell’Ars sul terreno della caduta di stile, laddove sarebbe facile ricordargli responsabilita’ e protagonisti delle ‘porcate’ come lui stesso le ha definite, figlie di quanti criticavano sui giornali la finanziaria, ma trattavano nell’ombra tabelle e provvedimenti di spesa incontrollata. Sarebbe infatti superfluo ricordare a Cascio, che pure lo dovrebbe ben sapere, che il bilancio non e’ un atto tipico del Governo, ma l’atto di maggiore responsabilita’ che attiene alla competenza esclusiva e finale dell’Assemblea. Sull’opposizione di Cascio ad un eventuale commissariamento si puo’ leggere la totale difformita’ con la quale interpretiamo i rispettivi ruoli: io pronto a dimettermi domani senza essere mai stato neanche rinviato a giudizio per rispetto della Sicilia e dei siciliani, lui disposto a qualsiasi mediazione e qualsiasi incoerenza pur di non perdere un solo giorno della sua dorata presidenza”