Riforma elettorale, Ars deve decidere su terzo mandato a sindaci dei piccoli comuni

 

Un emendamento alla legge elettorale per chiedere il terzo mandato per i sindaci dei piccoli Comuni siciliani. In questi giorni, infatti, ritorna all’ordine del giorno all’Ars la riforma elettorale.

Aci Bonaccorsi (Catania) – Un emendamento alla legge elettorale per chiedere il terzo mandato per i sindaci dei piccoli Comuni siciliani. In questi giorni, infatti, ritorna all’ordine del giorno all’Ars la riforma elettorale, nello specifico la possibilità di rieleggere per la terza volta consecutiva gli amministratori locali dei piccoli Comuni inferiori a 5.000 abitanti. Le modifiche e le integrazioni al sistema elettorale degli enti locali sono in discussione da anni sul tavolo della Regione. In una relazione dell’apposita Commissione Affari istituzionali in data 11/02/2010 sul Ddl dell’11/12/2009, si sottolineava come “nei piccoli Comuni con una popolazione sino a 5.000 abitanti la limitazione dei mandati successivi a due ha determinato talune incongruenze e rischia di disperdere l’esperienza accumulata dalle tante personalità indotte all’impegno amministrativo”.

Aci Bonaccorsi sarà una delle amministrazioni che in primavera, stando al regolamento vigente, non potrà più eleggere l’attuale sindaco, nonostante le quotidiane attestazioni di stima dei cittadini del Comune etneo e i numerosi e continui riconoscimenti al lavoro svolto da parte delle istituzioni pubbliche a ogni livello, provinciali, regionali e nazionali: “Lancio un appello affinché il Parlamento siciliano trovi larghe intese su una modifica essenziale per la buona e corretta amministrazione della cosa pubblica – spiega Vito Di Mauro – L’attuale limitazione a due mandati penalizza fortemente il lavoro di sindaci apprezzati dalla popolazione e che meritano di essere riconfermati. E in tal senso hanno deliberato anche altre regioni. Le piccole comunità soffrono spesso della mancanza di ricambio generazionale. Se è vero che nelle more del legislatore, l’ineleggibilità, a conclusione del secondo mandato, intende evitare la costituzione di logiche di potere personale e di sindaci e amministratori inamovibili, è anche vero che nei piccoli centri è difficile trovare buoni amministratori riconosciuti dalla maggior parte comunità. Si tratta, spesso, di candidati che hanno un ampio spettro di relazioni sociali, ma che nella maggior parte dei casi sconoscono il complesso meccanismo amministrativo, nonostante non si tratti di grandi numeri o forti interessi economici”.
Attualmente, l’emendamento alla legge elettorale è sostenuto da una ampio numero di parlamentari regionali siciliani di ogni schieramento politico e interessa da vicino 290 Comuni di ogni parte della Sicilia: “Il voto resta certamente l’unica via per il ricambio della classe dirigente e per destituire caste precostituite all’interno della pubblica amministrazione, ma deve rappresentare altresì la possibilità per i sindaci virtuosi di poter vedere riconosciuto il lavoro svolto – conclude il sindaco Di Mauro-  L’ampiezza temporale dell’attuale mandato è insufficiente, tanto più se si tiene conto dei tempi che normalmente vengono richiesti per la realizzazione delle opere pubbliche, l’esiguità temporale del secondo mandato rischia di disperdere l’esperienza accumulata dalle tante personalità indotte all’impegno amministrativo. Per questo sono fermamente convinto dell’utilità del terzo mandato”. (Comune Aci Bonaccorsi, Catania)