Cronaca

Riduce la figlia in schiavitù e la vende per 15 mila euro: arrestato

La Polizia di Stato di Firenze ha arrestato un 49enne serbo accusato di aver ridotto in schiavitù la propria figlia minorenne.

L’allarme lanciato dalla Sicilia

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Firenze, sono partite nell’agosto dello scorso anno, dopo la segnalazione di un centro antiviolenza fiorentino, allertato, a sua volta, da una telefonata proveniente dalla Sicilia che indicava una situazione di pericolo per una minore residente a Firenze, in zona Piagge, della quale si conosceva soltanto il nome.

I poliziotti hanno individuato il nucleo familiare nel quale la piccola viveva e l’appartamento dove era tenuta segregata. Secondo quanto ricostruito dai poliziotti, il padre della bambina ha esercitato per anni sulla figlia poteri corrispondenti al diritto di proprietà.

Promessa sposa a 13 anni

La bambina, infatti, fin dall’età di 13 anni, è stata promessa in sposa ad un connazionale residente, con la propria famiglia, in Francia. L’accordo, raggiunto con il padre del ragazzo circa quattro anni fa, prevedeva che la bambina, allora 13enne, sarebbe dovuta andare in sposa al giovane connazionale, in cambio del pagamento di una somma pari a 15mila euro.

Secondo quanto emerso dalle indagini, 10 mesi dopo l’accordo, la famiglia del futuro sposo è tornata in Italia per suggellare il fidanzamento. In quell’occasione è stata versata, la somma di 4mila euro, ed è stato stabilito dalle due famiglie che la ragazza avrebbe dovuto essere portata in Francia entro settembre 2016.

Fino a tale data, la stessa avrebbe dovuto mantenere la verginità, dimagrire per ritrovare la forma del primo incontro ed imparare a svolgere le faccende domestiche, pena la restituzione della somma versata.

Come accertato dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Firenze, durante questo lungo periodo, la bambina è stata segregata in casa dai genitori, potendo uscire solo poche volte al mese per fare la spesa – sempre in compagnia di un componente maschile del nucleo familiare – e privata di denaro e scheda telefonica.

Salva grazie a uno smarthphone

A salvare la bambina è stato uno smartphone. Grazie ad un gioco onlin il quale era possibile accedere ad una chat tramite connessione wi-fi, ha conosciuto un coetaneo al quale ha confessato la propria situazione di segregazione e sofferenza.

Il padre si trova ora nel carcere di Sollicciano, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Redazione

Recent Posts

Eurospin annienta l’Apple: lo stesso dispositivo qui costa solo 14,99 | Risparmi più del 500% così

Anche nei grandi supermercati si possono trovare offerte tecnologiche convenienti. I grandi supermercati non offrono…

8 minuti ago

A un’ora da Messina c’è la spiaggia più bella ed economica di Italia: con 5 euro arrivi, fai il bagno e torni a casa

Se amate il mare, a un'0ra da Messina c'è questa spiaggia: è la più economica…

3 ore ago

“Bonus a chi litiga”, confermata la prima agevolazione per persone irascibili | Basta filmarsi e si vince

Un bonus per chi litiga, sembra assurdo, ma ecco l'agevolazione destinata a tutte le persone…

7 ore ago

Minaccia la ex, ‘Ti brucio con la benzina’, arresto nel Catanese

I carabinieri a Paternò (Catania) hanno arrestato ieri sera un uomo di 37 anni per…

8 ore ago

Hamilton vince la Sprint Race a Shanghai, pole a Piastri

Lewis Hamilton ha vinto la Sprint Race del Gran Premio di Cina, secondo appuntamento del…

9 ore ago