Marsala, donna muore dopo tre giorni di agonia, fermato il figlio
Non è caduta dal balcone, come si era ipotizzato in un primo momento, ma è deceduta in ospedale dopo giorni di agonia Anna Peralta, la donna di 84 anni trovata in gravi condizioni in via Guglielmo Oberdan, alla periferia di Marsala. La verità, emersa dalle indagini, è ben più drammatica: la donna sarebbe stata vittima di violenze da parte del figlio, Girolamo Peraino, 51 anni, ora in stato di fermo con l’accusa di omicidio preterintenzionale.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Marsala, coordinati dal procuratore Fernando Asaro, la donna era stata ricoverata presso l’ospedale “Paolo Borsellino” dopo aver assunto una dose di farmaci che inizialmente aveva fatto pensare a un tentativo di suicidio. Tuttavia, gli accertamenti medici hanno rivelato una grave emorragia interna causata da lesioni alla milza, segni inequivocabili di percosse.
Le indagini hanno fatto emergere un quadro familiare difficile: tra madre e figlio i rapporti erano tesi, spesso segnati da violente discussioni, soprattutto per motivi economici legati alla tossicodipendenza dell’uomo. Secondo le prime ricostruzioni, proprio durante una lite per questioni finanziarie, Girolamo Peraino avrebbe aggredito la madre, provocandole le ferite che si sono poi rivelate fatali.
Anna Peralta è morta dopo tre giorni di ricovero in ospedale. Il figlio, fermato dai carabinieri, non avrebbe ancora reso confessioni ufficiali. I pubblici ministeri contestano l’omicidio preterintenzionale e nelle prossime ore il giudice per le indagini preliminari dovrà pronunciarsi sulla convalida del fermo.
La comunità di Marsala è sconvolta dall’accaduto, una tragedia familiare che ha visto spezzarsi la vita di una donna per mano di chi avrebbe dovuto proteggerla.