Mafia ed estorsioni a Partinico. In appello due assolti e ridotta una condanna

Condannati a 12 anni in primo grado e assolti in appello. L’accusa di estorsione regge solo per Alessandro Brigati a cui sono stati inflitti dieci anni di carcere. Scagionati, invece, Salvatore Baglie…

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di redazione

Condannati a 12 anni in primo grado e assolti in appello. L’accusa di estorsione regge solo per Alessandro Brigati a cui sono stati inflitti dieci anni di carcere. Scagionati, invece, Salvatore Bagliesi e Francesco Paolo Di Giuseppe. Erano difesi dagli avvocato Marco Clementi e Mario Maggiolo. Il processo nasceva dalle denunce di due imprenditori, titolari di una casa vinicola e di una ditta impegnata nei lavori di metanizzazione. Tutti e tre gli imputati sono già stati condannati in passato perché considerati legati alla cosca mafiosa di Partinico, capeggiata dai Vitale. Bagliesi, in particolare, sta scontando una condanna all’ergastolo per duplice omicidio. Secondo l’accusa, avrebbe segnalato i movimenti della vittima designata, Francesco Paolo Alduino, assassinato nel suo panificio di via Contadino nella cittadina in provincia di Palermo. A sparare sarebbe stato Michele Seidita. Nell’agguato rimase ferito anche Roberto Rossello, 37 anni, deceduto qualche giorno dopo. Ebbe la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Lavorava, infatti, nel panificio.