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EUROREGIONI: RIAPRIRE IL CONFRONTO CON IL TERRITORIO

di redazione

Le regioni sono preoccupate per le
conseguenze sul livello locale della crisi macroecononomica e
delle scelte che governano la politica europea. L’allarme e’
legato proprio alle scelte macroeconomiche che sembrano ispirare
il pacchetto di misure per la nuova politica di coesione. E sono
numerose le associazioni europee che esprimono in queste settimane
i loro dubbi.
L’Associazione delle Regioni Europee (ARE), che riunisce 250
regioni in tutta l’Unione – 13 sono le italiane -, ha
stigmatizzato il fatto che la crisi e la necessita’ di agire
rapidamente, abbiano di fatto cancellato il confronto con il
territorio, che sta alla base di quella procedura comunitaria
definita governance multi-livello.
L’ARE e’ preoccupata, in particolare, del fatto che il metodo
“intergovernativo” stia sostituendo il metodo di consultazione
previsto dalle procedure comunitarie di “codecisione”. Una
preoccupazione condivisa dalla Presidente del Comitato delle
regioni (CdR), Mercedes Bresso: “Solo la governance economica
basata su una forte partnership con le regioni, puo’ portare a un
armonico superamento degli squilibri strutturali, verso un governo
economico europeo”.
La Commissione e’ arrivata a immaginare la sospensione dei fondi
strutturali di uno Stato membro che non rispetti le regole della
stabilita’ finanziaria. Ma l’ARE mette in guardia “contro il grave
impatto per la competitivita’ delle regioni, che potrebbero essere
chiamate a pagare il prezzo di politiche nazionali non condivise:
in questo modo potrebbero essere cancellati proprio i fondi per i
progetti di sviluppo in linea con gli obiettivi europei”.
Sulle stesse posizioni e’ la Conferenza delle Regioni Periferiche
Marittime (CRPM), che ha dedicato una delle sue sessioni al tema
della “solidarieta’ europea al servizio dei territori”. Per il suo
presidente onorario, Alberto Jo’o Jardim, presidente della regione
autonoma di Madeira (Portogallo), “occorre punire i veri colpevoli
e non le regioni, che saranno vittime di errori commessi dai
governi nazionali”.
Il rappresentante del Consiglio dei Comuni e delle Regioni
d’Europa (CCRE), Carola Gunnarsson ha detto in proposito di “non
capire come sia possibile pensare di raggiungere il pareggio dei
bilancio penalizzando citta’, regioni e comuni che forniscono
servizi pubblici e occupazione. Questo dimostra che la Commissione
europea non crede nel livello locale”.
Per approfondire questo dibattito a piu’ voci, l’ARE ha
annunciato un “Summit delle Regioni sulla crisi in Europa” nel
mese di giugno, con il coinvolgimento di tutte le reti regionali.
sl
141114 Feb 12 NNNN

Redazione

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