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Corsa clandestina di cavalli a Palermo

PALERMO, 26 AGO – Sono riprese, con una certa regolarità, le corse clandestine di cavalli lungo la circonvallazione di Palermo. Il tratto interessato, quasi tutto a sei corsie, è quello compreso tra la rotonda di via Oreto ed il Ponte Corleone e due passi dal carcere di Pagliarelli.

L’ultima corsa si è registrata, da fonte degna di nota, ieri mattina intorno alle 6.35. Due cavalli al calesse e grande folla di automobili e scooter, che bloccava il traffico veicolare.

Altri due eventi sono occorsi nei giorni di domenica 11 agosto e 21 luglio. Nel primo caso si è trattato di due corse, sempre al calesse, avvenute a distanza di dieci minuti a partire dalle 6.20. Il 21 luglio, invece, sempre due calessi e traffico bloccato così come avvenuto il venerdì antecedente intorno alle 22.30.

Gli orari prescelti sono quasi tutti coincidenti con il cambio di turno delle pattuglie delle Forze dell’Ordine. La gara dura appena pochi minuti, quanto basta per rendersi più o meno invisibili, tranne che al traffico veicolare di un’arteria che di fatto potrebbe essere paragonata ad un’autostrada urbana.

Il tratto interessato dalle corse è il più ambito tra i vari circuiti clandestini della provincia di Palermo. Si tratta di circa due chilometri (più o meno quanto il circuito di un ippodromo) quasi tutti in salita via via crescente. I cavalli partono in genere dalla rotonda di via Oreto. Il tratto finale, ovvero Ponte Corleone, rappresenta poi un punto ideale per il fine corsa. In funzione delle stalle di provenienza, i cavalli vengono dirottati su via Ernesto Basile, o via Villagrazia. Se provenienti da altri centri abitati, c’è poi a disposizione la strada a scorrimento veloce Palermo-Sciacca.

Un fenomeno, stante le segnalazioni pervenute, in veloce ripresa.

Negli ultimi tempi, si erano infatti notate corse a cronometro, ovvero a singolo calesse. Questo perché il Codice della Strada, riformato nel 2010, vieta solo le competizioni, similmente alla legge contro i maltrattamenti di animali. Al calesse, anche del tipo utilizzato nelle corse clandestine, non è poi possibile impedire la presenza in strada. Questo perché il Codice della Strada lo annovera tra i veicoli a trazione animale. Le trasgressioni sono tutte relative a piccole disposizioni regolamentari, punite esclusivamente con piccole sanzioni amministrative. Un fatto, quest’ultimo, che non fa di certo paura in una città ricca, peraltro, di stalle in pieno centro urbano e di mille forme di abusivismo.

In più occasioni, lungo la circonvallazione e soprattutto in via Ernesto Basile, si sono trovati cavalli da corsa morti nel corso di incidenti.

Redazione

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