Ars approva legge sul demanio marittimo, le reazioni della politica

L’Ars ha approvato ieri la legge sul demanio marittimo. La norma concede tempo fino alla fine dell’anno per chiedere la proroga automatica delle concessioni.

C’è anche un’apertura alla possibilità di nuove licenze in riva al mare, anche in assenza di piani d’uso del demanio marittimo: la regola prevede che i privati possano chiedere nuove concessioni di sei anni.

“Oggi l’aula ha dato il colpo di grazia al sistema di regole che governa il rilascio delle concessione  demaniali marittime – afferma la deputata del M5S  all’Ars, Gianina Ciancio -. L’assessore Cordaro ha deciso che le concessioni rilasciate dopo il 2005 non debbano più adeguarsi ai pudm, una follia che rischia di creare nel settore il far west più assoluto in mancanza di regole e paletti precisi. Non potevamo avallare questa folle decisione”

“Di fatto – dicono i deputati M5S – un emendamento  presentato dal governo in aula all’ultimo minuto sancisce che alle regole dei pudm dovranno sottostare  solo le nuove concessioni, anche se ci chiediamo dove queste nuove concessioni potranno trovare spazio, atteso che gran parte delle coste siciliane sono già occupate. Tutto questo mentre la Commissione Europea ha avviato, la settimana scorsa, una procedura di infrazione contro l’Italia, proprio per mancato adeguamento alla direttiva europea sull’affidamento delle concessioni balneari”. 

“L’unica nota positiva di questa legge – concludono i parlamentari M5S  – è il recepimento della norma nazionale sul libero accesso al demanio, che ribadisce che nessuno può impedire al cittadino  di pagare un biglietto per accedere al mare e farsi il bagno”.

Critico anche il Pd. “Ci siamo battuti in difesa della libera fruizione del mare e delle spiagge in Sicilia, opponendoci a nuove concessioni per attività balneari che di fatto impedirebbero l’accesso al mare e la possibilità per i bagnanti di godere degli spazi di ‘spiaggia libera’ in ampi tratti di costa della Sicilia – dicono i deputati Antonello Cracolici e Nello Dipasquale -. Nel corso dell’esame del disegno di legge sul Demanio marittimo, abbiamo anche proposto un emendamento che prevedeva che almeno il 60% delle attuali ‘zone di spiaggia libera’ potessero rimanere tali, ma la presidenza lo ha dichiarato inammissibile. Adesso, alla luce delle norme volute dal governo Musumeci e dalla sua maggioranza, si rischia una ‘privatizzazione selvaggià del demanio marittimo in Sicilia.”

Il deputato regionale l’On. Carmelo Pullara ha invece portato all’attenzione la questione del ristoro per le attività  di balneazione e i servizi di bar e ristorazione: “E’ necessario che il Governo della regione e per esso l’assessore regionale al Territorio e Ambiente si impegnino per  addivenire ad una misura di reale ristoro per le attività  di balneazione e i servizi di bar e ristorazione di pertinenza autorizzando i titolari di stabilimenti balneari a poter eseguire lavori di modifica e ampliamento delle strutture finalizzati a garantire il rispetto delle norme Covid-19.”

“Sono tra i firmatari-dichiara l’on. Pullara-insieme ad altri colleghi di un ordine del giorno con cui si impegna il Governo regionale ad addivenire ad una concreta forma di ristoro per le attività di balneazione la cui attività è stata compromessa dallo stato di emergenza sanitaria durante l’ultima stagione estiva. Questo ordine del giorno si inserisce nel dibattito che ieri ha portato l’Assemblea Regionale Siciliana ad approvare il disegno di legge  868/A sulle disposizioni in materia di Demanio Marittimo.

Le previsioni derivanti dal diffondersi del virus non rassicurano il settore. Considerato che con  il persistere dell’emergenza – spiega Pullara – gli stabilimenti balneari titolari di concessione demaniale dovrebbero essere autorizzati a svolgere l’attività di bar e ristorazione per tutto il periodo dell’anno solare purché in regola con il pagamento del canone.”

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