Ci si interroga spesso sulle differenze tra uomo e donna. Tante, troppe, per la genetica addirittura 6.500.
Non è uno scherzo. Sono il numero di geni identificati, che si ‘accendono’ in modo diverso nell’uomo e nella donna. Le differenze vanno dai muscoli, al modo in cui accumuliamo diversamente il grasso, fino alla produzione del latte. Addirittura si è scoperto che nel ventricolo sinistro del cuore della donna i geni che regolano l’uso del calcio vanno spegnendosi con l’aumentare dell’età. Ciò determina un probabile aumento del rischio di malattie cardiovascolari e di osteoporosi, sopratutto dopo la menopausa.
Di contro, il cervello della donna possiederebbe un particolare gene, che potrebbe proteggere maggiormente dal rischio di ammalarsi di Parkinson.
Queste differenze insite nel Dna di uomini e donne potrebbero dare, quindi, risposte importanti sul perchè i due sessi reagiscono in maniera diversa alle malattie, ma anche ai farmaci.
Non solo. Da uno studio pubblicato sulla rivista BMC Medicine dall’istituto Weizmann di Israele, si evince che l’evoluzione con questi geni è stata poco selettiva. La conseguenza principale è stata la diffusione di mutazioni, che possono causare problemi come l’infertilità.
A questi risultati si è arrivati grazie ai dati raccolti dal progetto GTEx, coordinato da Shmuel Pietrokovski e Moran Gershoni, che ha portato a delineare la prima mappa delle differenze genetiche tra uomo e donna.
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